Gian Battista Baccarini (FIAIP): “Ad oggi obiettivi irraggiungibili: servono risorse, incentivi e strumenti finanziari ad hoc per evitare ripercussioni sul mercato e per le famiglie”

Tre giorni fa il Consiglio UE, con 20 voti favorevoli, l’astensione di Repubblica Ceca, Croazia, Polonia, Svezia e Slovacchia e il voto contrario di Italia e Ungheria, ha approvato la direttiva energetica EPBD sull’efficientamento energetico edilizio, nota come direttiva “Case Green”, che lo scorso 12 marzo aveva già “incassato” il benestare del Parlamento UE. La direttiva entrerà in vigore dopo 20 giorni dall’imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dopodiché gli Stati membri avranno due anni per recepirla.

Il testo finale mantiene i risultati raggiunti nel Trilogo, lasciando margine agli Stati Membri per delineare una traiettoria di rinnovamento. L’elemento più importante è che sono stati completamente rimossi dal testo le “classi energetiche minime da raggiungere” per gli edifici entro tempi stringenti (nella versione iniziale era previsto che tutti gli immobili avrebbero dovuto raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e D entro il 2033), perciò, nessun obbligo per le famiglie italiane di efficientare le proprie case a stretto giro.

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