In riferimento al ddl n. 912 di conversione in legge del decreto-legge n. 145/2023, noto come “Decreto Anticipi”, in esame presso la Commissione Bilancio al Senato, è stato presentato dai Relatori, tra gli altri, l’emendamento 13.0.500 che introdurrebbe l’art. 13bis in materia di locazioni brevi con finalità turistica. L’emendamento prevede, da una parte, la virtuosa sostituzione dei tanti codici regionali con un unico codice nazionale (CIN-Codice Identificativo Nazionale) ma, nello stesso tempo, contempla tutta una serie di obblighi, vincoli, regole e controlli, tipiche degli alberghi, che sono palesemente orientati ad ostacolare le locazioni turistiche.
Tra questi l’obbligo di dotare l’appartamento di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio nonché l’obbligo (pericoloso, peraltro, nei piccoli ambienti) di dotare la casa affittata di estintori portatili con un minimo di estintori per piano, e così via, in pratica regole simili a quelli degli alberghi.
Le 14 associazioni di categoria (Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Aigab, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E.) in rappresentanza dei proprietari, intermediari e gestori professionali, tutte coinvolte nel tavolo di confronto sul Ddl Santanchè istituito presso il Ministro del Turismo, accolgono con favore la ricezione della loro proposta in riferimento al CIN, ma manifestano la loro ferma contrarietà a tutte le altre disposizioni ostative che, se introdotte, disincentiveranno – in particolare nelle aree interne e nei borghi – l’investimento immobiliare finalizzato ad un segmento redditizio che negli ultimi anni ha contribuito in maniera decisiva a rendere dinamico il mercato immobiliare nazionale con evidenti benefici per il sistema Paese.
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